Abbiamo intervistato il presidente della Commissione progetti del nostro Eco Club per farci raccontare in 5 domande lo stato di avanzamento lavori dei progetti e per conoscere meglio le finalità e gli obiettivi che il Club si sta ponendo per il prossimo futuro. 
Un ringraziamento al Pres. della Commissione Progetti Alberto Barugolo per la disponibilità e per i chiarimenti.

Domanda n.1

Rotary Eco Club, distinguersi per l’impegno nel mondo della sostenibilità è una scelta necessaria per una visione più consapevole di una società che guarda al presente per un nuovo futuro.

Come è nata l’idea del progetto di riforestazione proposto nel comune di Milano?

 

L’idea del progetto è nata man mano che si discuteva su cosa fosse necessario fare per dare un contributo tangibile al cambiamento. La “scoperta” di un calcolatore di emissione CO2 elaborato da un gruppo di azione Rotary australiano ci ha provocato la domanda: “ma noi club Rotary ECO sappiamo qual’è la nostra, seppur ridotta, impronta carbonica in relazione alla nostra attività? E se la sapessimo, cosa potremmo e/o saremmo disposti a fare per diminuirla?” . Successivamente abbiamo pensato se i club Rotary di Milano fossero al corrente di ciò e se e quanto  fossero disposti a cambiare ed a contribuire nell’abbattimento di CO2, che non significa soltanto piantare alberi. 

Da qui è nata l’idea di una piantumazione diffusa, che riguardasse anche i piccoli spazi e non semplice riforestazione, che però non si sovrapponesse per tipologia ad altri progetti già in essere nell’area milanese.

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Domanda n.2

A questo progetto si dedica l’intera Commissione Progetti da te presieduta ma proprio realizzando questa idea hai/avete scoperto qualcosa di nuovo sul tema Alberi e Foreste o per voi era già una necessità ben chiara in tutti i suoi aspetti? Ci sono stati confronti politici, sociali o tecnici che ti hanno particolarmente stupito?

 

Siamo ancora in una fase iniziale del progetto, stiamo imparando a capire un mondo, le cose e le esigenze di tale progettualità per gente come noi che si muovono in un campo per nulla affine a pregresse esperienze. Confronti con politici, la collettività, le associazioni non ci sono ancora stati ma saranno indispensabili perché queste realtà fanno parte del progetto e saranno loro che poi riceveranno il testimone per portare avanti l’opera di piantumazione. 

Quello che però da subito ci è apparso chiaro è stato che sul tema del verde, sulla sua utilità e le connessioni alla vita quotidiana c’è molta attenzione e sensibilità ma che molto ancora rimane da fare per coinvolgere il “normale” cittadino, e non solo lui. Siamo però sicuri che se opportunamente motivato ognuno saprà dare una adeguata risposta.

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Domanda n.3

Quale sarà l’iter di questo progetto? E con quali altri progetti e club  Rotary si “sposa” il progetto del nostro Club?

 

Il progetto si muove in tre ambiti: nel primo, ogni club sarà invitato ad una analisi interna finalizzata a diminuire la propria impronta carbonica e calcolare il residuo per trasformarlo in piante; nel secondo, sarà costituita una struttura capace di parlare con le realtà del territorio (amministrazioni, associazioni, privati, ecc) coinvolgerli nel progetto ed identificare le aree che potranno essere oggetto di piantumazione diffusa; nel terzo, si tenterà, attraverso una fase di informazione per le realtà produttive, di rappresentare i benefici, anche economici, di operare green chiedendogli di entrare a far parte del progetto come sponsor o sostenitori.

Questo progetto fin da subito è stato pensato per essere il risultato di uno sforzo corale di quanti più possibili club Rotary dell’area di Milano. Ogni club, per dimensioni e capacità professionali, non è in grado da solo di portarlo avanti. Serve uno sforzo corale.In questo senso stiamo lavorando e fino ad ora abbiamo trovato un valido appoggio nel Distretto.

Ovviamente il progetto della piantumazione e del calcolo dell’impronta carbonica si sposano con il progetto che riguarda un consapevole utilizzo dell’acqua, risorsa sempre più rara.

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Domanda n.4

In Rotary si lavora spesso sul progetto del prossimo anno per passare le consegne, visto che i nostri ruoli sono temporanei, ti stai già quindi interfacciando con il prossimo responsabile per nuovi progetti e se si quali?

Ci sono altre idee da sviluppare?

 

Non ho contezza al momento se sarò riconfermato per il prossimo anno rotariano. Appena lo saprò, potrò predispormi per un corretto passaggio di consegno con il mio sostituto.

Quanto ai progetti, al momento abbiamo quasi  completato il primo progetto che si occupava di produrre  dei brevi video per portare in evidenza i problemi derivanti da un errato utilizzo dei prodotti a base plastica. Ci siamo ora concentrati su questo progetto della piantumazione diffusa a Milano che per ambizione e livello di intervento è talmente complesso da richiedere la nostra quasi completa attenzione. In prospettiva c’è un abbozzo di piccoli video per parlare dell’inquinamento da vestiti non riciclabili, la cosiddetta fast-fashion.

 

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Domanda n.5

Personalmente credi che la sopravvivenza delle persone sia legata più alle piante o ad un reale cambio di stile di vita?

 

Personalmente penso che la sopravvivenza delle persone sia legata ad entrambe le cose, ma la principale resta il cambiamento degli stili di vita: se tutti gli abitanti del pianeta consumassero le risorse con i parametri del mondo occidentale il mondo sarebbe già arido e probabilmente una sorta di camera a gas. Consumiamo procapite più di quanto il pianeta ci possa offrire e produciamo inquinamento varie volte di più di quello che il pianeta possa assorbire. 

Le piante ci forniscono un aiuto fondamentale ma se non cambiamo i valori di cui sopra esse non saranno in grado di risolveranno da sole il problema.